Il tour è stato ideato, sperimentato e raccontato

da Susana Alonso, wine blogger di Sorsi di Web

nell'ambito del progetto #destinationYOU

Parma (PR) - 3 giorni

L'esperienza nel parmense è stata unica e indimenticabile da tutti questi punti di vista. È una terra di grandi eccellenze enogastronomiche e di storia millenaria. Nel mio viaggio ho incontrato persone speciali, che mi hanno regalato racconti affascinanti sul territorio, il lavoro, le tipicità, e la vita quotidiana.
Prima di accompagnarvi alla scoperta di queste terre, vorrei ricordare che non bisogna mettersi alla guida dopo aver bevuto dell'alcol. Per questo motivo, tutti i trasferimenti previsti in questo tour avverranno a bordo di mezzi con conducente.


Primo giorno - Parma
Dalla stazione dei treni di Parma si raggiunge il centro a piedi. La passeggiata permette di farsi una prima idea della storia e delle prelibatezze di questa città. Infatti, lungo il percorso si incontrano diversi bei negozi artigianali di prodotti gastronomici.
La prima tappa è Meltemi “Pesceria e Spumanteria”, in pieno centro storico. L'ambiente ricercato, accogliente e funzionale vi mette subito a vostro agio. Il servizio è impeccabile, e il menù a base di pesce è molto invitante sulla carta ed eccellente sul piatto. Oltre a essere un ristorante con un ottima cucina, il Meltemi è anche un piccolo custode di eccellenze vinicole. Nella carta dei vini si trovano infatti sia diversi prodotti locali sia una selezione di vini stranieri. Ne approfittiamo per sperimentare liberamente con gli abbinamenti vino/cibo. Nelle belle giornate si può anche mangiare all'esterno del locale, su tavoli molto graziosi, preparati con una mise en place semplice ma di gran gusto.

Dal Meltemi si prosegue per una passeggiata "arte e gusto" in centro. La prima tappa è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Parma. È un esempio magnifico di chiesa romanica, dalla facciata austera, affiancata da uno slanciato campanile gotico. La cupola è affrescata con l'Assunzione della Vergine di Correggio, vero capolavoro rinascimentale. Nella piazza davanti alla chiesa si affacciano il non meno affascinante Battistero e il Palazzo del Vescovado.

Il pomeriggio in centro prosegue all’Enoteca Tabarro. Il personale impeccabile ci accoglie col sorriso e ci invita a provare dei gustosi assaggini perfettamente abbinati a vini di qualità. Il punto forte di questo locale è l'eleganza nella semplicità.
Dopo le tapas rinfrescanti del Tabarro, si raggiunge Pepen. Questa panineria è una vera istituzione. Aperto più di sessanta anni fa e sempre gestito dalla stessa famiglia, propone dei classici ben noti in città. Appena metti piede dentro, sei subito catturato dalla magia dei profumi delle pietanze esposte. L'atmosfera è gioviale e conviviale. Non è raro incontrare avventori che frequentano il locale da decenni, e che amano raccontare della storica bontà dei piatti, e delle code al bancone che si formavano sempre, in tempi in cui nessuno ancora parlava di street food. Ma Pepen è anche un luogo amato dai giovani, che ogni giorno dopo la scuola si fermano qui per un panino o una delle celeberrime "carciofe". Siamo davvero nel cuore della Parma che ama il cibo buono e genuino.

La Prosciutteria è un gourmet shop che offre una varietà di rinomate specialità locali; dal Prosciutto di Parma, al Parmigiano Reggiano, alla Coppa Piacentina, all'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia. La visita può essere un'ottima occasione per fare un "assaggio panoramico", e anche per imparare qualcosa sulle tradizioni di produzione di questi campioni della gastronomia italiana. Una magnifica cesta assortita di confezioni souvenir vi permetterà di rivivere a casa aromi e sapori.

Giusto sull'altro lato della strada c'è l’Enoteca Fontana, dove vi potete fermare per un aperitivo. Il locale ha una lunga storia, fatta di tanti aneddoti che testimoniano costumi che cambiano. Noi abbiamo brindato con un bicchiere di Bonarda e uno di Lambrusco, mentre pregustavamo il trasferimento in campagna per la cena!

Si parte dunque per Polesine Parmense, a metà strada fra Parma e Cremona, e si raggiunge l'Antica Corte Pallavicina, l'hotel della famiglia Spigaroli, che sorge in mezzo alla natura, vicino al fiume Po. La location sorprende per la sua combinazione tra rusticità e modernità. La ricercatezza delle parti comuni si ritrova anche nella camera, dalle amenities agli oggetti di arredo. Pernottare qui è come fare un salto nel passato, ma in totale comodità.
La famiglia Spigaroli è anche proprietaria del ristorante Al Cavallino Bianco, sempre a Polesine, dove è prevista la cena. Ispirata dall'ambiente fluviale e consigliata dallo chef Luciano Spigaroli, prendo i gamberi di acqua dolce e le rane, che si rilevano entrambi deliziosi. I dolci trasformano la serata in una coccola infinita. La cena è stata elegantemente abbinata a un rosè e a due bianchi, entrambi a etichetta privata di Spigaroli.

Secondo giorno - Le terre di Giuseppe Verdi
Dopo una notte serena, la mattina apro la finestra della mia camera e respiro un’aria pulita a cui non sono abituata. Rischio di rimanere incantata alla finestra per ore. Per fortuna mi ricordo che è ora di colazione. Ed è la seconda sorpresa della giornata. Infatti, nella boutique della Corte mi attende a braccia aperte un bancone pieno di meraviglie: salumi, formaggi e marmellate di produzione propria. Una proposta fuori dai tipici canoni nostrani (cappuccino e biscotti), originale e abbondante.

Dopo colazione, è il momento della visita all’Azienda Agricola degli Spigaroli. Si passa davanti all’orto colorato e profumato, e si raggiunge il caseificio, dove nasce il Parmigiano Reggiano. La guida ci spiega le procedure di base per fare questo principe dei formaggi. Ogni singola forma è curata con attenzione maniacale. Di fianco all’allevamento dei maiali, c'è il deposito dei culatelli e di altri salumi tipici pregiati, come la coppa e la spalla di maiale. Tornati in Corte, sfiliamo fra grotte di culatelli. Sono quelli più stagionati, già prenotati e pronti a essere spediti in ogni parte del mondo. Poco oltre, delle forme di Parmiggiano Reggiano con più di dieci anni di stagionatura. È un vero museo gastronomico quello che potrete visitare alla Antica Corte Pallavicina!

Si lascia Polesine e si prosegue verso Busseto, il paese di Giuseppe Verdi. Piazza Verdi (ovviamente) si apre davanti al Teatro Verdi (eh già) e sotto i portici ospita negozi e caffè. Fra la piazza e il Teatro, una statua del Maestro, seduto orgogliosamente sulla sua poltrona. Si raggiunge a piedi la casa in cui il compositore visse con la seconda moglie, prima di trasferirsi alla più celebre Villa Sant’Agata.

A pochi metri c'è la Salsamenteria Baratta, un celebre e antico gourmet shop, in cui lo stesso Verdi era solito fare la spesa. L'aspetto originale è stato preservato tanto bene che entrando nel locale si ha l'impressione di tornare indietro di due secoli. Cimeli e ricordi del grande Maestro fanno da cornice al bancone colmo di prelibatezze. La Salsamenteria è un vero tempio delle tipiche salse del territorio; per intenderci quelle che qualsiasi nonna che si rispetti prepara per la famiglia nei giorni di festa. Mi lascio consigliare dal personale, e ne assaggio qualcuna, su pane fresco e fragrante. Dato che è ora di pranzo, ne approfittiamo per arricchire la degustazione con alcuni ottimi salumi e formaggi. Potete abbinare le pietanze con due vini tipici, il Lambrusco o la Fortana. In ogni caso, il vino si beve nella coseta, una scodellina di ceramica senza manico.

Prima di lasciare quest'angolo di Ottocento che è Busseto, è prevista una breve visita a Villa Sant’Agata, la storica dimora di Giuseppe Verdi. Elegante, ricca di dettagli e di testimonianze delle riunioni e delle cene con ospiti illustri, la villa incanta sin dalla prima occhiata, quando la sua facciata dalle linee pulite emerge nel parco ben curato.

Si torna verso il Po e si raggiunge la Tomasetti Family Winery, in località Santa Croce. La vista dei vigneti ben curati che circondano la casa è semplicemente meravigliosa. Ma qui tutto è ordinato e ben proporzionato, dalla cantina alla dimora signorile dei proprietari. Giuseppe Tomasetti è un produttore appassionato e gentile. È nato qui a Polesine Parmense, ma è cresciuto, ha studiato e ha fatto carriera a Washington, prima di tornare per inseguire il suo sogno. Giuseppe ci guida in un percorso degustativo memorabile. Ci presenta la sua gamma di vini, da abbinare a… preferisco non svelarlo: lo scoprirete voi stessi direttamente. Al termine della visita, saluto Giuseppe a malincuore. Vorrei continuare ad ascoltare i suoi aneddoti e i suoi segreti vinicoli, ma il tour va avanti.

Ci dirigiamo a sud, e nel tardo pomeriggio arriviamo al Monte delle Vigne, cantina e B&B ai piedi dell'Appennino. Come era successo da Tomasetti, sono stata catturata dalla bellezza dei vigneti colorati che incorniciano l'edificio principale. Qui si trova la cantina, con i suoi apparati di produzione moderni, che lavorano le uve secondo tradizioni antiche. Nel negozio attiguo degustiamo tre vini, e ne apprezziamo la finezza. Prima di cena, sono accompagnata al casale in cui si trovano le camere da letto. La mia camera è uno spazio quieto e tranquillo, dipinto a toni chiari, molto confortevole. Ne approfitto per riposarmi un po', dopo tanti stimoli e suggestioni. Il tour sta andando benissimo sotto ogni punto di vista. Alle esperienze gastronomiche si accompagnano storie uniche e paesaggi magici. È il momento giusto per rivedere gli appunti, e per registrare qualche annotazione sui vini assaggiati finora.

La Trattoria il Belo, a Sala Baganza, è un locale tipico della zona, uno di quesi luoghi che i parmigiani si tengono ben stretti; una occasione di incontro con lo spirito del territorio. Ancora una volta mi ritrovo immersa in una atmosfera gioviale, ad ascoltare storie favolose di usanze gastronomiche locali. La cena inizia con ottimi affettati e giardiniera. Fra i primi, Anolini, Tortelli d'erbetta e di patate, Gnocchetti casarecci. I secondi sono a base di carne, ricchi e variegati. Ampia la scelta dei dolci, che arrivano insieme al caffè. Un fine serata con i fiocchi, il cui ricordo prima di dormire vi preparerà alle scoperte del giorno seguente.

Terzo giorno - Vino e musei
La Cantina dei Museo del Vino a Sala Baganza è fa parte del circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma, ed è dedicata alla tradizione vitivinicola della zona. Il museo sorprende già per la location, le suggestive cantine della rocca medievale, e la visita rivela un organizzazione accurata. Il percorso parte dalle testimonianze archeologiche più antiche, ai tempi della Pianura Padana dei Celti, e prosegue con sale dedicate alla viticultura, alla vendemmia, all'importanza del vino nella vita rurale, alle produzioni artigianali collegate (borri, bottiglie, tappi di sughero, cavatappi), fino a presentare un panorama del vino a Parma oggi (vitigni, etichette, associazioni). La mostra è corredata di materiale audiovisivo e durante la visita è guidata. Prima di andare via ci è anche stata offerta una divertente degustazione.

Cantina Lamoretti mi riceve prima dell’ora di pranzo e mi porta subito a fare una passeggiata molto istruttiva fra le vigne e poi una breve visita in cantina. Lo stupendo Castello di Torrechiara si adagia a fianco dei suoi vigneti. L’azienda è a gestione famigliare, e segue regole di produzione rigorose nel rispetto dell’ambiente e nell’esaltazione del terroir. Presso la cantina c'è il ristorante, una dimora bella e moderna, inondata da profumi casalinghi che mettono subito a proprio agio. Il pranzo prevede assaggi di piatti locali (compresi i giganti parmensi: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Salame di Felino, Culatello di Zibello) sapientemente abbinati ai vini prodotti dalla cantina. L'atmosfera generale esalta l'incontro fra presente e passato, presentando le gloriose tradizioni enogastronomiche con giusti tocchi di modernità e di buon gusto. Impossibile andare via senza assaggiare almeno tre vini rappresentativi del territorio: la Malvasia frizzante, il blend di Barbera e Bonarda, e il Sauvignon Blanc. Quest'ultimo fu portato a Parma dalla Duchessa Maria Luigia e divenne presto uno dei vitigni più tipici.

Il Museo del Prosciutto di Parma a Langhirano è una tappa obbligata di questo tour. L'esposizione illustra l’evoluzione dell'industria del prosciutto (e dei salumi) a Parma ed enfatizza l'attenzione maniacale nella produzione di ogni singolo pezzo. Grazie anche a materiale audiovisivo di qualità, il visitatore completa il percorso veramente arricchito in conoscenza della storia locale, degli strumenti di lavoro e delle tecnologie di produzione e di conservazione dei salumi.

È stato un tour intenso, non è vero? Ma il parmense è una terra ricchissima di stimoli, e dunque non poteva essere altrimenti. La cultura locale, compresa l'enogastronomia, è il risultato dell'azione di due forze, una aristocratica e una popolare. La nostra ultima tappa è particolarmente rappresentativa di questa ibridazione.

Torniamo dunque nella bella città di Parma, passiamo davanti al Teatro Regio, e prendiamo una traversina un po' nascosta. Qui c'è l'osteria Oste Magno, un luogo d'incontro trasversale e dall'atmosfera informale. Non era raro un tempo capitare qui e trovare qualche avventore che allietava gli altri cantando un'aria verdiana. Se chiudete gli occhi, potete quasi sentirne la presenza ancora oggi. Perché il fascino di Parma è anche il fascino della musica lirica, che scalda e avvicina i cuori non meno del vino. All'Oste Magno perdi la cognizione del tempo, e capisci che è possibile conservare innovando e innovare conservando. In questo, Parma ha davvero dimostrato di esser insuperabile.


Prevede guide autorizzate ed esperte di enogastronomia e dei territorio di  Parma; pernottamento in resort esclusivi; pranzi e cene completi con abbinamento di cibi e vini locali; 

NOTA BENE:
è un tour acquistabile on-line durante il weekend, fattibile su richiesta gl altri giorni. Suscettibile di variazioni secondo disponibilità delle strutture citate.

Per n° di partecipanti diverso, per gruppi o per maggiori dettagli: compila il modulo

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